lunedì 20 marzo 2017

DOMANI

Una settimana fa scrivevo: voglio vedere come vanno le cose prestando un po' più di attenzione a ciò che metto in tavola ed evitando eccessi e doppie/triple porzioni.  Be', fino ad ora le cose sono andate male, malissimo. Già al secondo giorno mi sono distratto, non ho prestato attenzione a un bel niente, ho fatto bis e tris, mangiato troppi dolci, troppi carboidrati, troppo tutto (coca-cola inclusa). La primavera è arrivata e questo significa che l'estate è dietro l'angolo. Dalle mie parti è così: oggi sei col giubbino leggero, domani in costume. Devo darmi una bella regolata, se voglio poter fare il morto a galla senza rischiare che qualcuno scambi la mia pancia per una boa o un isolotto. Però ci penso domani. Sono rimaste una fettona di crostata alla crema e le sfince di San Giuseppe di ieri, non si possono certo buttare, detesto gli sprechi.

venerdì 17 marzo 2017

UN RAGAZZO ACQUA E SAPONE

Da qualche tempo mi è presa un po' questa mania dei negozi di saponi, prodotti per la casa e affini. Non sono proprio un fissato, né un esperto di marche, essenze, benefìci o etichette, e alla fine compro lo stretto necessario o quasi, però trovo molto rilassante andare in questo genere di negozi e passeggiare senza alcuna fretta, come se fossi al parco, tra gli scaffali colmi di flaconi lucenti e confenzioni colorate. Ogni tanto svito qualche tappo e annuso. Shampoo, bagnoschiuma, ammorbidenti, profumi. A due passi da casa mia c'è un market che vende solo prodotti di questo tipo, ha spesso offertissime super convenienti ma ci vado solo per una spesa mirata e veloce. La cassiera non è il massimo della simpatia, gli altri che ci lavorano hanno l'aria scocciata, ti stanno sempre tra i piedi per sistemare la merce o per controllare se magari un mastrolindo ti finisce nelle mutande. Non hanno gli allarmi antitaccheggio e a quanto pare c'è gente che riesce a infilarsi sotto al maglione 8 maxi rotoli di carta igienica come fossero cotton-fioc, quindi a controllare fanno hanno anche bene, però ecco, andarci non è esattamente un'esperienza rilassante e per me il relax è molto importante. Quando voglio prendermela comoda, soppesare con calma i flaconi che mi sembrano più pieni (ognuno ha le sue fisse) o scoprire qualcosa di nuovo, preferisco di gran lunga una nota catena di negozi e perdermi lì dentro per un po'. Ieri ci sono entrato per comprare soltanto un gel detergente per le mani e ne sono uscito con una busta grande e bella pesante. Ho preso felce azzurra in offerta per la famiglia, uno shampoo alla pesca, una saponetta al tè verde e cetriolo e una esfoliante/idratante, il mio solito dentifricio gel alla menta polare (quando ti abitui ad un gusto, ci resti fedele... se fosse così anche con gli uomini, le cose sarebbero meno complicate), deodorante, lamette, una crema alla mela verde e poi i pezzi forti: bagnoschiuma e sapone per le mani della stessa linea, ai frutti rossi. È stato amore a primo fiuto. Mi piace profumare di chewing-gum e poi hanno una confezione proprio carina da guardare, di un bianco abbagliante e con tanti frutti colorati intorno al logo. Sulla mensola del bagno, l'uno accanto all'altro, stanno benissimo.
Lo ammetto, sono la vittima perfetta del packaging. Probabilmente, quelli del marketing, quando si riuniscono ad un tavolo per parlare di strategie, tra PowerPoint, analisi e grafici, hanno anche una diapositiva del sottoscritto mentre, sorridente, mette nel carrello qualcosa di bello fuori, scintillante e patinato. Spero almeno di essere venuto bene, un bel ragazzo... acqua e sapone.

giovedì 16 marzo 2017

I 6 VANTAGGI DI VIVERE SENZA SMARTPHONE

Anche se rientro perfettamente nella cosiddetta generazione millennials, non ho uno smartphone e riesco a farne tranquillamente a meno, probabilmente perché non ne ho mai avuto uno.
Quando la cosa salta fuori, c'è chi mi guarda come fossi un alieno, considerando impossibile riuscire a vivere senza smartphone nel 2017, e chi mostra sincera ammirazione, mi dice "bravo, resisti!" e poi torna a spolliciare sul proprio telefono.
Che dire, non mi sento un eroe a vivere senza smartphone, ci mancherebbe, semplicemente non è una cosa che avverto come una mancanza, e in ogni caso vi trovo più vantaggi (più sotto trovate una lista) che inconvenienti. Un po' meno semplice è riuscire a fare a meno del pane, infatti nei giorni scorsi ho avuto qualche piccolo cedimento e l'obiettivo che mi ero proposto per perdere 7 kg (ne ho scritto qui) ha già subìto il primo attacco... di fame. Ma questo è un altro discorso.
Comunque. Naturalmente non sono totalmente scollegato dal mondo, altrimenti non sarei qui... ah ah.
Ho un notebook con il quale mi collego a casa, e lo ammetto: non riesco ad immaginare il mio piccolo universo senza internet, le serie-tv al pc, Spotify, i blog, la possibilità di cercare qualunque cosa. Però poi ad un certo punto finisce lì, il notebook si chiude e ciao, non me lo porto certo in giro. Ad esempio tra un po' sarò fuori, tornerò a casa stasera tardi e questo blog lo rivedrò magari domani, in versione 15".

Poi ho un vecchissimo Nokia 105, ormai un pezzo d'epoca, con il quale posso soltanto:
  • fare/ricevere chiamate (a dire il vero pochissime, perché non amo tanto parlare al telefono)
  • inviare/ricevere sms, più che altro aggiornamenti e pettegolezzi con gli amici e comunicazioni di servizio con le mie sorelle
  • puntare la sveglia
  • fare 2+2 con la calcolatrice ché in matematica sono zero
  • giocare a Snake
  • stop.
Il Nokia 105 mi casca per terra di continuo ed io resto impassibile, tanto a spaccarsi sono solo i pavimenti; non mi provoca ansie da separazione o da furto, e a volte lo lascio dove capita, tanto chi vuoi che se lo prenda?; ha la batteria che dura giorni interi e una torcia che illumina bene le strade la sera per permettermi di fare lo slalom tra le merde di cane. Ha i suoi graffi e le sue rughe, e i tastini tutti rovinati, con i numeri e le lettere che non si vedono quasi più. Il tasto 6 in particolare, quello con m n o, è completamente andato, sbiadito, secondo la mia amica Giu perché la mia parola preferita è no.
Consideratemi pure anacronistico, ammuffito e fuori tempo - per certi versi forse un po' lo sono e c'è chi mi prende bonariamente in giro per questo - ma dello smartphone non ho mai sentito l'esigenza.
Il punto è che quando non sto al pc non ho bisogno di stare connesso. Semplice.
Non ho idea di come funzionino WhatsApp, le sue spunte blu, i gruppi, i messaggi vocali, gli stati e tutto il resto. E se qualcuno parla di una qualche app favolosa e imperdibile da scaricare, io dico "what?"
A volte ho accarezzato l'idea di acquistarne uno, giusto per provare ad aggiornarmi, per non sentirmi troppo tagliato fuori dalle cose, o magari per poter usare Instagram, che forse fra tutti i social-network è quello che potrebbe piacermi di più. Ma poi mi basta dare un'occhiata intorno per chiedermi "chi me lo fa fare?". In fondo quello che ho mi basta. Tra le altre cose, poi:
  • non ci vedo: sono miope/astigmatico/occhio pigro/parziale distacco del vitreo, quindi avrei bisogno di uno smartphone grande quanto una cabina telefonica
  • le mie dita hanno un problema: in pratica ho i polpastrelli difettosi, a volte ho provato gli smartphone di qualche amico e ho scoperto che le mie dita non prendono, niè, non funzionano, non aderiscono, non riescono a touchare
Ovviamente, quando poggio sul tavolo il mio minuscolo-timido-superato telefonino con i tasti tutti mangiucchiati, accanto ai modelli fighi e lucenti di ultima generazione, scoppiano risate, e rido anche io perché sto bene come sto.
Anzi, penso che vivere senza smartphone abbia dei bei vantaggi, per quanto mi riguarda ne ho rintracciati 6, quindi ecco la mia lista:
  1. È una forma di dipendenza in meno, e volendo potrei anche fermarmi qui.
  2. Non sono reperibile e rintracciabile di continuo, per cui posso prendermi delle belle, lunghe pause dalla vita on-line.
  3. Quando sono fuori, in giro, sono libero di godermi la vita off-line, di guardare un tramonto, il mare, una strada, un amico, un concerto, un piatto di pasta o un waffle senza uno schermo di mezzo.
  4. Non sono costretto a stare seduto scomodo in un angolino, appiccicato al muro come un geco, per continuare a smanettarci sopra mentre lo tengo in carica
  5. Se guardo un programma in tv, posso seguirlo per davvero, senza perdermi le battute e rischiando di non capirci nulla, anziché star lì a scorrere lo schermo per commentare o leggere le cattiverie in 140 caratteri degli altri, per dire.
  6. Quando nei centri commerciali mi si inchiodano davanti i tipi dei vari gestori telefonici, posso esibire fiero il mio Nokia 105 come fosse un distintivo e loro fanno subito un passo indietro, rassegnati e un po' sdegnati, così mi evito la rottura di palle di tariffe e promozioni. 

mercoledì 15 marzo 2017

LA FORTUNA, IL GATTO E LA CAVIA

Mentre torno a casa dal lavoro, ricevo un sms del mio amico Ale, domani un altro gratta e vinci? Ci conosciamo da un paio di anni, ci aggiorniamo quasi ogni giorno e spesso ci vediamo per un cinema, una pizza, un giro al centro commerciale. Io per lui sono un punto di riferimento, lui per me un modo di guardare la vita con lo stupore dei 20 anni. Ci separano un po' di anni, ma abbiamo molte cose in comune e lo considero un po' il mio fratellino. Qualche settimana fa abbiamo tentato insieme la fortuna con un gratta e vinci e abbiamo vinto 10€; ci abbiamo preso gusto e la volta successiva ne abbiamo vinti 20 sempre con un solo biglietto da 2. Non c'è 2 senza 3, e si può solo migliorare, quindi domani beccheremo almeno 50, giusto? Immagino cominci più o meno così la strada verso la dipendenza dal gioco d'azzardo.

Arrivo a casa, accendo il notebook, apro Facebook e trovo un messaggio della sorella Elle, quella che ha scoperto da poco Instagram. Indovina quale voglio? Allegate all'indovinello ci sono le foto di una cucciolata di gatti. La soluzione è facile. Gli occhi mi cadono subito su un micetto vivace arrampicato sulla madre, è bianco, grigio e nocciola, gli stessi colori che aveva la nostra prima gatta, D. Tra qualche settimana a quanto pare avremo un nuovo membro in famiglia, Elle ha già deciso e quando si mette una cosa in testa è difficile persuaderla, la mia lista "basta animali, dammi retta" è praticamente inutile.

Mi chiama mia madre, sto preparando le pizze, ho pensato di farne una teglia con scarola, acciughe, olive, uvetta, pinoli e caciocavallo, e una con pomodoro, mozzarella e carciofi. Vieni o sei a dieta? Ho fame al solo pensiero. In realtà, come ho già scritto nel secondo post, non intendo eliminare la pizza, non posso farcela, ma pensavo di concedermela nel week-end come una sorta di premio, non di ritrovarmela al mercoledì dopo soli 2 giorni di buoni propositi. In genere quando prepariamo la pizza andiamo sul classico o sui soliti gusti, margherita, pomodorini e provola, rucola e grana e qualche volta scamorza e salsiccia se facciamo i calzoni. Le pizze di stasera rappresentano una novità, quindi non posso rifiutare, non posso non far da cavia. E poi la scarola è praticamente acqua, lo sanno tutti.